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Il Natale di una volta

Il Natale di una volta

Un rumore strano sul tetto e dei campanelli in lontananza mi svegliano.

Mi alzo e corro alla finestra. C'è una luce che sembra fare dei cerchi nel cielo davanti a casa mia... ma sarebbe la slitta di Babbo Natale?

Quando ero piccola, nel periodo di Natale aspettavo il passaggio della slitta di Babbo Natale per ore. Ero a letto, la finestra aperta, gli occhi spalancati per paura di mancare la slitta, ascoltavo ogni rumore fuori.

Spesso mi addormentavo e mi svegliavo di mattina un po' triste di non aver visto l'equipaggio. Però ero contenta, perché sapevo che era passato. In effetti, mi aveva lasciato i suoi "papillotes", dei cioccolatini incartati d'oro con messaggini dentro. Ogni notte passava e per i bambini saggi lanciava sui tetti i papillotes. E ogni notte speravo di vederlo...

Anno dopo anno, appena l'albero di natale era pronto, decidevo di mettere ai suoi piedi un bicchiere di latte con qualche biscottino per babbo natale e due carote per le renne.

La mattina correvo per vedere se si fossero fermati per ristorarsi. Di solito avevano preso tutto! E io, delusa e felice alla volta, escogitavo sempre nuovi piani per vederli quando si sarebbero fermati la sera successiva.

Immaginavo di aspettarli nascosta tra i rami dell'albero per sorprenderli mentre mangiavano. Pensavo a quello che avrei detto, alla conversazione con loro, facevo piani durante tutto il giorno per poi vederli andare a pezzi di notte.

In effetti, mia madre non era mai d'accordo oppure i miei occhi si chiudevano da soli e cadevo tra le braccia di Morfeo quando la slitta, tanto desiderata, passava.

Quante volte ho sentito il rumore delle papillotes sul tetto! Quante volte con mia madre abbiamo corso per vedere nel cielo le luci della slitta allontanarsi! Quante volte scendevo la scala di corsa per sorprenderli bevendo, mentre mamma diceva «corri, corri, corri!»!

E niente...

Mai ho avuto la fortuna di vedere la slitta con le renne, mai ho visto Babbo Natale bere il suo bicchiere di latte e riposarsi nelle poltrone che avevo posizionato vicino all'albero.

Era proprio un bel periodo il mese di dicembre! Sognavo tutte le notti dei regali che desideravo, alle papillotes che avrei ricevuto, ai caribù che volevo accarezzare e a babbo natale che mi avrebbe portato in giro sulla sua slitta. Ogni mattina tornavo dai viaggi fatti nei paesi freddi, coperti di neve, stanca ma entusiasta di aver vissuto questi momenti che credevo veri.

Che bel età quella dei 6 anni, quando l'ingenuità ti permette ancora di meravigliarti e l'immaginazione ti fa vedere ciò che vorresti...

Oggi ,quando ci penso, sono grata a mia madre di aver participato alla mia ingenuità e di aver salvaguardato la mia innocenza.

Non so quando ho scoperto che le papillotes erano lanciate sul tetto dalla camera di mia madre, il latte bevuto dal cane di casa e le carote rimesse in frigo per la sera seguente... Però vi direi che non ha importanza il «quando»... L'inestimabile tesoro sono i ricordi radicati dentro di me: la gioia, l'eccitazione, le immagini che terrò in mente per tutta la vita.

Le mie immagini rappresentano momenti benedetti, in cui col sorriso sulle labbra, gli occhi radianti, i capelli aggrovigliati e i piedi nudi sul pavimento, facevo irruzione nella camera di mia madre o nel soggiorno per verificare se Babbo Natale fosse passato.

Allora, scoprendo il bicchiere vuoto, mi sedevo strofinandomi gli occhi, pensando che ero seduta nella stessa poltrona nella quale le Père Noël si era riposato. Mi godevo quest'attimo prima di salire sul tetto per raccogliere le papillotes che non dimenticava di lasciarmi. Le aprivo cerimoniosamente e le mangiavo quasi religiosamente mettendo sempre da parte uno o due per mia madre, pensando che fossero i più bei regali del mondo che potevo farle.

Devo dire che quando mi ricordo di questi momenti, ho l'impressione di non aver mai visto mia madre più felice che in quel periodo. Vedermi così entusiasta e meravigliata la rendeva felicissima e si divertiva quanto me.

Genitori, fate vivere ai vostri bambini le tradizioni di Natale, diventano una fonte di felicità per loro quando, da grandi, sono tristi.

E a voi, sono sicura che un po' di gioia ma anche di nostalgia rimarranno… I momenti più belli sono quelli condivisi con i nostri bimbi!

Buon Natale a tutti!

Christine Lauret

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Chi sono
Words and Dreams

L'humour, les mots j'en fais mon affaire...La langue de bois, je ne connais pas. Fatiguée d'être censurée, j'ai décidé de faire profiter, à ceux d'entre vous qui n'ont pas peur des mots, à ceux qui sont capables d'aller au-delà d'un paragraphe de lecture, de mes pensées, de mes élucubrations.
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